martedì 29 dicembre 2009

La lotta armata al bar



I cassonetti in fiamme fanno un odore strano
I nostri discorsi seri,di ieri, intercettati dai finanzieri
gli spacciatori tunisini affittano camere d'alberghi vicini alle stazioni
noi siamo egocentrici come i gatti scappati dai condomini

facevi risorgere i binari morti e ricucivi i polsi a tutti
facevi risorgere i binari morti per portarci al discount a fare acquisti

e il problema, ripetevi, è che sono stati asfaltati i prati e non i preti
guardando i muratori che camminano sui tetti fare ancora i nostri imbarazzanti progetti
con i pianeti che ci precipitano in cucina e ci disfano i letti
i letti matrimoniali in cui dormiamo da soli come cani investiti
come i bambini mangiati dai democristiani

facevi risorgere i binari morti e ricucivi i polsi a tutti
facevi risorgere i binari morti per portarci al discount a fare acquisti

e andiamo far la spesa là
la lotta armata al bar
la lotta armata al bar

gli addetti alla fabbricazione del buon umore sono in cassa integrazione
le tue tanto attese mestruazioni e le rivoluzioni
e gli interessamenti per le persone più fatiscenti che incontri mentre crollavano i poster
e tu davi da bere a tutti i cani di piazza Verdi
con i tuoi pianti e gli esaurimenti le telefonate inconcludenti
i nostri voti scarsi

rifacciamo le tette ai nostri progetti scadenti
restaurando quei momenti quando ci lacrimavano addosso anche i soffitti
e tu che correvi su chilometri di scontrini ma non mi raggiungevi

E COSA RACCONTEREMO AI FIGLI CHE NON AVREMO DI QUESTI CAZZO DI ANNI ZERO???

e le nostre giornate che sono state ristrutturate
e tutti gli altri libertini che sono stati biodegradati
e quando sono arrivati gli artificeri e ci hanno disennescati

e si fermavano i tram per deridermi
e si fermavano i tram per deridermi
e si fermavano i tram per deridermi
e si fermavano i tram per deridermi

e i cassonetti in fiamme fanno un odore strano
e i nostri discorsi seri,di ieri, intercettati dai finanzieri
gli spacciatori tunisini affittano camere d'alberghi vicini alle stazioni
noi siamo egocentrici come i gatti scappati dai condomini

martedì 22 dicembre 2009


"Tu pensi che un uomo può cambiare il suo destino?"

"Io penso che un uomo fa quel che può, finchè il suo destino non si rivela."

giovedì 22 ottobre 2009

Ho ancora la forza



Ho ancora la forza che serve a camminare,

picchiare ancora contro per non lasciarmi stare

ho ancora quella forza che ti serve

quando dici : "Si comincia!"


E ho ancora la forza di guardarmi attorno

mischiando le parole con due pacchetti al giorno,

di farmi trovar lì da chi mi vuole

sempre nella mia camicia...


Abito sempre qui da me,

in questa stessa strada che non sai mai se c' è

e al mondo sono andato,

dal mondo son tornato sempre vivo...


Ho ancora la forza di starvi a raccontare

le mie storie di sempre, di come posso amare,

di tutti quegli sbagli che per un

motivo o l' altro so rifare...


E ho ancora la forza di chiedere anche scusa

o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,

di dirvi che comunque la mia parte

ve la posso garantire...


Abito sempre qui da me,

in questa stessa strada che non sai mai se c' è

nel mondo sono andato,

dal mondo son tornato sempre vivo...


Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,

di scegliermi la vita masticando ogni metro,

di far la conta degli amici andati e dire:

"Ci vediam più tardi..."


E ho ancora la forza di scegliere parole

per gioco, per il gusto di potermi sfogare

perchè, che piaccia o no, è capitato

che sia quello che so fare...


Abito sempre qui da me,

in questa stessa strada che non sai mai se c' è

col mondo sono andato

e col mondo son tornato sempre vivo...



sabato 19 settembre 2009

Il giorno in più



L' incontro quotidiano con la ragazza del tram era una delle cose più emozionanti delle mie giornate. Il resto scorreva come sempre. Quei minuti sul tram erano limpidi, una finestra su un altro mondo. Un appuntamento colorato.
Nessuna persona che facesse parte della mia vita, o semplicemente della rubrica del mio telefonino, aveva la possibilità di emozionarmi più di quella misteriosa sconosciuta. Ero attratto da lei. Ma, pur provando una sincera curiosità nei suoi confronti, non mi sono mai avvicinato.
Quell' inverno, tutte le mattine, quando prendevo il tram per andare al lavoro, trovavo lei già seduta.
Sembrava una nuvola.

[...]

Perchè la cosa che mi eccita di più in una donna è il mistero, la sconosciuta che abita in lei, scoprire come sono il suo corpo, la sua pelle, il suo odore, come ansima quando fa l' amore. Sono un esploratore, un navigante, un marinaio, un pioniere, un viaggiatore. Amo le donne. Per questo non sono praticamente mai stato fidanzato. Perchè le amo, e non mi piace tradirle. Le altre donne mi distrarrebbero da quella con cui sto. Non riesco a rinunciare alle altre perchè io sono vittima del bacio non dato, del corpo sconosciuto, dello sguardo misterioso. L' emozione del primo bacio, a lungo desiderato. Un corpo nuovo che ti offre la possibilità di toccarlo per la prima volta. Vedere finalmente il seno, che avevo solo intravisto dalle curve del vestito. Alzare una gonna e vedere le gambe, le cosce. La riga di confine delle mutande. Baciare un piede, annusare un collo. Scoprire le espressioni di una donna quando raggiunge il massimo del piacere. Accorgersi che il mondo si ferma quando una donna ti sorride. Il dècolletè di una donna, anche non particolarmente bella, è come un incidente stradale: rallenti sempre per guardarlo. Su di me tutte queste sensazioni hanno lo stesso effetto degli stupefacenti.
Amo le donne, le ho sempre amate. Come si fa a non amarle? Perchè le donne sono
belle. Belli i loro contorni, le loro mani, la pelle, i fili contorti dei loro pensieri. Belli i profumi colorati dei loro desideri. Come le loro paure, i loro piccoli turbamenti. Amo la bellezza dei loro gesti. Amo come si asciugano le lacrime con la mano e il sorriso improvviso che fanno dopo aver pianto come bambine. Squarci di luce inattesi. Amo le donne. Senza di loro me ne sarei già andato.
Senza di loro non sarei mai più tornato.


[...]

L' ho vista arrivare da lontano. Mi sono alzato.
Anche se era un gioco, ero comunque emozionato.
Indossava un vestito estivo color panna. In mano aveva un libro e un sacchetto. Quando è arrivata davanti a me, ci siamo sorrisi. Era il nostro film e a noi piaceva fare gli attori, recitavamo la parte con emozione e divertimento.
Di solito per sposarsi bisogna credere che sarà per sempre. Anche se il per sempre non esiste. Ci devi credere.
Il rito è stato breve. Siamo rimasti in silenzio guardandoci negli occhi per qualche minuto. "Non vedo l' ora di sposarti" le ho detto.
"Anch' io" ha risposto lei.
Ho tirato fuori i due anelli e ce li siamo infilati reciprocamente.
A quel punto le ho letto le parole, tratte dalla canzone
Time Has Told Me, che il mio testimone Nick Drake aveva scritto e che io avevo scelto per lei:

E il tempo ti dirà
di starmi vicino
di continuare a cercare
finchè non ci sarà più niente da nascondere...
E allora lascia le strade che ti fanno diventare
quel che non vuoi veramente essere
lascia le strade che ti fanno amare
chi non vuoi veramente amare.
Il tempo mi ha detto
che è difficile trovare una come te
una cura tormentata
per una mente piena di problemi.
E il tempo mi ha detto
di non chiedere di più
perchè un giorno il nostro oceano
troverà la sua riva.


domenica 13 settembre 2009

Into the wild



Two years he walks the Earth. No phone, no pool, no pets, no cigarettes. Ultimate freedom. An extremist. An aesthetic voyager whose home is the road. Escaped from Atlanta. Thou shalt not return, 'cause "the West is the best." And now after two rambling years comes the final and greatest adventure. The climactic battle to kill the false being within and victoriously conclude the spiritual revolution. Ten days and nights of freight trains and hitchhiking bring him to the great white north. No longer to be poisoned by civilization he flees, and walks alone upon the land to become lost in the wild.

mercoledì 9 settembre 2009

Salmo 23



Il Signore è il mio pastore: io non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.

Conforta l' anima mia, mi guida per retti sentieri, per amore del suo nome.
Anche se dovessi camminare per una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi rassicurano.
Dinnanzi a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo e il mio calice trabocca.

Sicuramente bontà e benevolenza mi saranno compagne tutti i giorni della mia vita, e abiterò nella casa del Signore per sempre.

sabato 29 agosto 2009

Ultime notizie dalla famiglia



Ci son quelli che vengono schiantati dal dolore.
Quelli che diventano pensosi.
Quelli che parlano del più e del meno, neanche del morto, di piccole cose domestiche, ci sono quelli che dopo si suicideranno e non glielo si vede in faccia, ci sono quelli che piangono molto e cicatrizzano in fretta e ci sono quelli che annegano nelle lacrime che versano.
Ci sono quelli che sono contenti, sbarazzati da qualcuno, ci sono quelli che non riescono più a vedere il morto, tentano, ma non ce la fanno, il morto ha portato con sé la propria immagine, ci sono quelli che vedono il morto ovunque, vorrebbero cancellarlo, vendono i suoi tre stracci, bruciano le sue foto, traslocano, ci riprovano con un vivo, ma niente da fare, il morto è sempre lì, nel retrovisore.
Ci sono quelli che fanno il pic-nic al cimitero e quelli che lo evitano perché hanno una tomba scavata nella testa.
Ci sono quelli che non mangiano più, ci sono quelli che bevono, quelli che si domandano se il loro dolore è autentico o costruito.
Ci sono quelli che si ammazzano di lavoro e quelli che finalmente si prendono una vacanza.
Ci sono quelli che trovano la morte scandalosa e quelli che la trovano naturale con-l’età-per-cui, circostanze-che-fanno-sì-che, è la guerra, è la malattia, è la moto, la macchina, l’epoca, la vita,


ci sono quelli che trovano che la morte sia la vita.

E ci sono quelli che fanno una cosa qualsiasi.

Che si mettono a correre,

per esempio.


Prendete un Malaussène, fategli del male, lui corre.
Corre, Malaussène, e non si capisce chi potrebbe correre più in fretta, far girare il mondo sotto i piedi, se non, forse, un altro Malaussène, un altro dolore in movimento, e a conti fatti devono essere tanti, questi corridoi afflitti, a giudicare dalla rotazione della terra.
Corri Malaussène, la terra è rotonda e non c’è risposta, ci sono solo gli esseri umani, l’unica risposta si chiama Julie, c’è solo Julie, Julie all’ospedale, Julie con la pancia vuota, Julie da riportare a casa, e da quando in qua uno ha bisogno di risposte mentre corre verso Julie?
Anche colui che corre verso la donna amata, colui che corre verso il grande amore, fa girare il mondo!


esplosione

"L'amore, sempre l'amore, quanto rompi con questo amore, Benjamin!"

ha sbraitato Julie.
"Roba da farmi venir voglia di ricominciare con le scopate fini a se stesse."
"..."
"Il mondo secondo Malaussène? Con amore o senza amore! Non c'è alternativa! Il dovere dell'amore! L'obbligo della felicità! La garanzia-gioia! L'altro nel bianco degli occhi! Un universo di pesci lessi!
ti amo, mi ami...

Ma che ce ne facciamo di tutto questo amooore?
Che nausea!"
"..."
"Da dove ti viene questa religione dell'amore. Benjamin? Dove te lo sei beccato questo vaiolo rosa? Cuoricini che puzzano di melassa! Quello che tu chiami amore nella migliore delle ipotesi sono semplici voglie! Nella peggiore, abitudini! In entrambi i casi, una messinscena!
Dall'impostura della seduzione fino alle bugie della rottura passando per i rimpianti inespressi e i rimorsi inconfessabili, solo parti da caratterista!
Nient'altro che fifa, intrallazzi, trucchi, eccolo qua il grande amore! Una sporca gabola per dimenticare chi siamo! E riapparecchiare il tavolo tutti i giorni!
Quanto rompi, Malaussène, con l'amore! Cambiati gli occhi! Apri la finestra! Comprati un televisore! Leggi il giornale! Impara la statistica! Entra in politica! Lavora! E poi ne riparliamo del grande amore!"

Fa un lungo respiro.

Poi dice:
"Scusami".
"Non è niente."
"E' passato."
Ripete:
"Scusami".

[...]

Si perchè la felicità, la felicità... non c' è mica solo la felicità nella vita, c' è la vita!
A nascere son buoni tutti...
Persino io sono nato!
Ma poi bisogna divenire! Divenire! Crescere, aumentare, svilupparsi, ingrossare...
(senza gonfiare),
accettare i mutamenti (ma non le mutazioni),
maturare (senza avvizzire),
evolvere (e valutare),
progredire (senza rimbambire),
durare (senza vegetare),
invecchiare (senza troppo ringiovanire),
e morire senza protestare, per finire!
Un programma enorme! Una vigilanza continua...
Perchè a ogni età l' età si ribella contro l' età, sai!
...
E se fosse solo questione di età...
...
Ma c' è anche il contesto!
...
E il contesto, piccino...