
Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini, come l' istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata. Se le sarebbe portate dietro per sempre.
Perchè è così che ti frega, la vita.
Ti piglia quando hai ancora l' anima addormentata e ti semina dentro un' immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più.
E quella lì era la felicità.
Lo scopri dopo, quando è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell' immagine, da quel suono, da quell' odore.
Alla deriva.
(...)
- Voi non venite qui a cantare una nota qualunque. Voi venite qui a cantare la vostra nota. Non è una cosa da niente: è una cosa bellissima. Avere una nota, dico: una nota tutta per sè. Riconoscerla, fra mille, e portarsela dietro, dentro e addosso. Potete anche non crederci, ma io vi dico che lei respira quando voi respirate, vi aspetta quando dormite, vi segue dovunque andiate e giuro non vi mollerà fino a che non vi deciderete a crepare, e allora creperà con voi.
Potete anche fare finta di niente, potete venire qui e dirmi, caro Pekisch mi spiace ma non credo di avere proprio nessuna nota dentro, e andarvene, semplicemente andarvene...
ma la verità è che quella nota c' è... c' è ma voi non la volete ascoltare.
E questo è idiota, è un capolavoro di idiozia, davvero, un' idiozia da rimanere di stucco.
Uno ha una nota, che è sua, e se la lascia marcire dentro... no... statemi a sentire...
anche se la vita fa un rumore d' inferno affilatevi le orecchie fino a quando arriverete a sentirla e allora tenetevela stretta, non lasciatevela scappare più.
Portatela con voi, ripetetevela quando lavorate, cantatevela nella testa, lasciate che vi suoni nelle orecchie, e sotto la lingua e nella punta delle dita. E magari anche nei piedi, si, così chissà che non riusciate ad arrivare una volta puntuali, che non è possibile iniziare sempre con mezz' ora di ritardo, ogni venerdì, in ritardo, lo dico anche per lei, signor Potter, anzi soprattutto per lei, con tutto il rispetto, ma non ho mai visto entrare il suo sol da quella porta prima delle otto e mezzo, mai, mi possono essere testimoni tutti: mai.
(...)
- Dì, Pekisch...
- Mmmh...
- Tu ce l' hai una nota, vero?
Silenzio.
- Pekisch...
Silenzio.
Perchè, a dire tutto il vero, non ce l' aveva una sua nota Pekisch.
Incominciava a diventare vecchio, suonava mille strumenti, ne aveva inventati altrettanti, aveva la testa che frullava di suoni infiniti, sapeva vedere il suono, che non è la stessa cosa di sentirlo, sapeva di che colore erano i rumori, uno per uno, sentiva suonare anche un sasso immobile -
ma una sua nota, lui, non l' aveva.
Non era una storia semplice.
Aveva troppe note dentro per trovare la sua.
E' difficile da spiegare. Era così, e basta.
Se l' era ingoiata l' infinito, quella nota, come il mare può ingoiarsi una lacrima.
Hai un bel provare a ripescarla... puoi starci anche una vita.
La vita di Pekisch.
(...)
"... come sarebbe a dire 'per caso'?... tu credi davvero che ci sia qualcosa che succede 'per caso'?
Io dovrei credere che questa mia gamba stritolata è un caso? o la mia fattoria, e la vista che c' era, e quel sentiero... o quello che sento la notte, invece di dormire, tutta la notte...
è giù da quel sentiero che se n' è andata, Mary...
non ne poteva più, e un giorno se n' è andata via...
ha preso quel sentiero e se n' è andata...
non ne poteva più di me, s' intende...
una vita impossibile e... dovrei consolarmi e credere che sia stato 'per caso' che io sono diventato impossibile e che Mary era bella...
non bellissima, ma bella si...
quando ballava, alle feste, e sorrideva, gli uomini pensavano che era bella...
pensavano così...
ma io sono diventato impossibile, questa è la verità... me ne sono accorto, giorno per giorno, ma non c' era niente da fare... mi è salito su dalla gamba e a poco a poco mi ha marcito dentro... io sono convinto che tutto è cominciato con la storia della gamba...
prima non ero così...
sapevo vivere, prima, ma poi... non ce l ' ho fatta più... dovrei odiarmi per questo?
Così doveva andare e così è andata... e basta... un pò come quella storia lì... anche lì uno potrebbe dire ' è il caso', ma cosa vuol dire?
vuol dir qualcosa?"
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